Il progetto

il 76,8% del territorio nazionale è collinare o montuoso, e anche se la popolazione è concentrata nelle zone di pianura per il 48%, vivono in collina e montagna rispettivamente il 38,9% e il 12,3% dei residenti nel Paese, spesso in comuni di dimensioni molto ridotte. Le Aree Interne necessitano quindi di attenzione in funzione di un loro sviluppo sostenibile legato anche alla valorizzazione delle vocazionalità territoriali.

Le criticità, insieme alle potenzialità ed alle ipotesi di sviluppo sostenibile e pianificazione strategica delle aree appenniniche, saranno affrontate da “Suoni d’Appennino: potenzialità di un territorio da valorizzare”, promosso dall’Università di Bologna – Alma Mater Studiorum, attraverso dialoghi, tavole rotonde ed un importante convegno conclusivo, che tratteranno le tematiche socio-economiche della vita in montagna oltre a quelle legate alla difesa ed alla conservazione delle risorse primarie per lo sviluppo sostenibile dei territori, e vedranno la partecipazione di oltre 40 tra i maggiori esperti del settore.

La time-line di Suoni d'Appennino

I suoli di montagna sono particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici, alla deforestazione, a pratiche agricole non sostenibili e a metodi di estrazione delle risorse che ne compromettono la fertilità e provocano il degrado del territorio, la desertificazione e catastrofi come inondazioni e frane, che generano povertà.

José Francisco Graziano da Silva
Direttore Generale FAO Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura

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