Lorenzo Ciccarese

E’ primo tecnologo, responsabile dell’Area per la conservazione del suolo, della flora e degli habitat terrestri e per la gestione sostenibile delle aree agricole e forestali dell’istituto Superiore perProtezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), di cui è stato membro del Consiglio Scientifico.  

Dal 2000 in poi è stato lead author e rewiever di diversi rapporti dell’Intergovernmental  Panel on Climate Change (IPCC), del Global Earth Outlook  dell’UNEP e del Group on Earth Observations del World Meteorological Organization. 

È stato componente della commissione istruttoria nazionale per l’implementazione della Direttiva Integrated Pollution Prevention and Control (IPPC)-

Dal 2005 al 2015 è stato chair del Group 3.02.01. “Nursery Operations” dell’International Union of Forest Research Organisations e dal 2015 chair del Group 3.02.00 “Stand Establishment and Treatment”. 

È professore a contratto presso l’Università della Tuscia.

Ha preso parte—come membro della Delegazione del Governo—a diverse sessioni della Conferenza delle Parti (COP) e degli organi scientifici sussidiari (SBSTA) delle Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici e per la Diversità Biologica. 

È stato consulente in vari progetti di cooperazione finanziati dalla CE, dai governi austriaco e 

tedesco, dalla Banca Mondiale, in Albania, Montenegro, Kosovo. Dal 1996 ha collaborato con  vari quotidiani nazionali (inclusi La Stampa, Il Sole 24 Ore, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Provincia di Como) e riviste di settore su tematiche scientifiche e ambientali. 

Nel 2013 gli è stato conferito il Premio Vrani, assegnato annualmente ai nativi del Salento che si siano distinti per la loro attività professionale, imprenditoriale, artistica, sportiva, religiosa e sociale e ha ricevuto un riconoscimento ufficiale da parte della Provincia di Lecce per meriti scientifici e di divulgazione della conoscenza scientifica. 

E’ membro dell’Accademia dei Georgofili e dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali. 

Nel 2007, l’Ipcc, l’United Nations Environment Programme e il World Meteorological Organizations gli attribuiscono il riconoscimento formale per il contributo che ha dato allo stesso Ipcc per l’assegnazione del Premio Nobel per la pace nel 2007. 

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